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Il Parlamento Ue ha approvato, tra mercoledì 24 e giovedì 25 aprile, due provvedimenti fondamentali per il futuro delle industrie europee: il regolamento Net Zero Industry Act (Nzia) e la proposta di direttiva sulla due diligence delle imprese.

Oltre ad aumentare la presenza di aziende più competitive nei settori decisivi per la transizione energetica e digitale, si vuole raggiungere la sostenibilità aziendale sia dal punto di vista ambientale che sociale.

Prossimi passi

I testi dovranno essere approvati formalmente dai 27 Stati membri e dal consiglio Ue, per poi essere pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell’UE.

Ue verso le Rinnovabili: Net Zero Industry Act

L’obiettivo principale del regolamento consiste nel raggiungimento di una produzione interna di almeno il 40% del fabbisogno annuo di tecnologie pulite entro il 2030. Inoltre, si vuole raggiungere il 15% del valore del mercato globale per questa categoria di tecnologie.

Cosa intendiamo per tecnologie pulite?

Si parla di tutte le fonti rinnovabili, tra cui tecnologie solari (fotovoltaico, solare termico, solare termoelettrico ecc.), eolico, pompe di calore, tecnologie della biomassa, e poi ancora nucleare, accumulo energetico, biotecnologie, elettrolizzatori per produrre idrogeno verde, cattura e stoccaggio della CO2 e molte altre ancora.

Trovate qui il link con tutti i dettagli.

I punti principali previsti dal regolamento:

  • Procedure accelerate per autorizzare nuova capacità produttiva (o potenziare quella esistente) nelle tecnologie net zero: massimo 18 mesi per progetti sopra 1GW e 12 mesi per progetti fino a 1GW
  • Importanza crescente dei criteri diversi dal prezzo nelle aste pubbliche per le rinnovabili. Questi criteri dovranno essere inclusi in almeno il 30% della capacità messa in gara ogni anno in ciascuno Stato membro, o per un massimo di 6GW per anno e singolo Paese

Si vuole incentivare il made in Europe, per contrastare le produzioni a basso costo cinesi e di altri Paesi, premiando caratteristiche specifiche quali:

  • Innovazione tecnologica
  • Tutela ambientale
  • Resilienza delle catene di fornitura
  • Integrazione dei progetti con le reti elettriche

Ue verso le rinnovabili: Direttiva sulla Due Diligence

Il testo obbliga imprese e relativi partner, tra cui quelli legati ad approvvigionamento, produzione e distribuzione, a prevenire, fermare o attenuare le ripercussioni negative delle proprie attività su ambiente e diritti umani.

Quali aziende verranno coinvolte:

  • Aziende Ue con oltre 1.000 dipendenti e fatturato globale superiore a 450 milioni di euro
  • Franchising nell’Unione con fatturato superiore a 80 milioni di euro (di cui almeno 22,5 provenienti da diritti di licenza)
  • Società madri, imprese e franchising di paesi terzi che raggiungono le stesse soglie di fatturato nell’Ue

Ma cosa dovranno fare nel concreto le aziende coinvolte?

Tutte le società sopracitate dovranno:

  • integrare la due diligence ambientale e sociale nelle proprie politiche
  • realizzare investimenti ad hoc e ottenere garanzie contrattuali dai partner
  • adottare un piano di transizione per allineare il proprio modello di business alla soglia di 1,5°C di riscaldamento globale
  • istituire un’autorità di controllo incaricata di indagare e sanzionare il mancato rispetto delle norme attraverso denunce di attività scorrette o multe fino al 5% del fatturato netto mondiale

Quando inizieranno questi obblighi per le imprese?

  • Nel 2027 per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato superiore a 1.500 milioni di euro
  • Nel 2028 per imprese con oltre 3.000 dipendenti e un fatturato superiore a 900 milioni di euro
  • Nel 2029 per tutte le altre imprese che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva (oltre 1.000 dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni di euro)

Questi provvedimenti evidenziano la propensione europea alla transizione energetica e, soprattutto, dimostrano la necessità per le imprese di adeguarsi alle nuove tendenze, non solo per non incorrere in ingenti sanzioni, ma per rimanere effettivamente al passo con i cambiamenti in corso nell’ambito delle rinnovabili, della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.