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Isoterma S.r.l.

Efficienza energetica casa


Come migliorare l'efficienza energetica della casa in 3 mosse

Riqualificazione Energetica

  1. Cappotto o insufflaggio delle pareti
  2. Isolamento del tetto
  3. Sostituzione di vetri e infissi

Quando ci si accinge a ristrutturare casa pensiamo immediatamente all’efficienza energetica e al risparmio in bolletta che ne deriva. 

Ristrutturare casa e gli impianti di casa è un investimento importante che può sulle prime frenare per gli alti costi dei preventivi, ma dobbiamo pensare al risparmio in bolletta che ogni anno avremo per capire qual è il reale rientro dall’investimento, inoltre non dobbiamo trascurare l’aspetto di rivalutazione dell’immobile.

Trasformare casa da classe G a classe A, o anche solo B, porta ad esempio una villa di 380 mq a spendere dalle 4000 euro all’anno di gas alle 500 euro all’anno, per un risparmio di 3500 euro ogni anno; inoltre dopo la ristrutturazione il vostro immobile godrà di una rivalutazione immobiliare e aumenterà anche il valore di affitto, se vorrete metterlo a reddito. Se ne parla in questo articolo un po’ datato ma preciso e interessante Articolo Sole 24 ore  

Ma quali sono le soluzioni per migliorare l’efficienza energetica di casa?

Ci sono due strade principali: quella prettamente edile e quella impiantistica.

Ovviamente agire su tutti gli aspetti in maniera integrata permette di raggiungere una casa dalla alta efficienza energetica, ma a volte dobbiamo fare delle scelte dettate dal budget oppure solo rimandare di qualche anno alcuni interventi.
Gli interventi edili per aumentare la prestazione energetica sono quelli che lavorano sull’involucro della casa, quindi in particolare:

1.    Cappotto o insufflaggio delle pareti
2.    Isolamento del tetto
3.    Sostituzione vecchi di vetri e infissi con prestanti doppi vetri e infissi taglio termico

Per ognuno di questi punti si apre un mondo e una bibliografia a parte. 

Cappotto o insufflaggio delle pareti

Per l’isolamento delle pareti esterne, possiamo qui dire che il cappotto ha un costo sensibilmente più alto dell’insufflaggio, ma cos’è l’insufflaggio? Qui potrete trovare un buon approfondimento in materia: www.coibentarecasa.it/insufflaggio .

Esiste una categoria di case, tipicamente quelle con il mattone faccia a vista costruite tra gli anni 60 e gli anni 70, costruite con la tecnica dell’intercapedine interna. Questo perché in quel periodo edilizio si pensava che una parete con aria ferma intrappolata all’interno delle pareti avrebbe aiutato a migliorare il confort abitativo, in realtà oggi sappiamo che è un colabrodo termico!

Ma la tecnica costruttiva dell’intercapedine ci aiuta oggi nella giusta scelta da fare per isolare le pareti di casa. Per tutte le case costruite senza intercapedine dovremo agire mettendo il cappotto, che consideriamo sicuramente la soluzione d’elezione e la prima cosa da fare per l’efficienza di casa; per le case con l’intercapedine, invece, potremo scegliere di insufflare, ovvero “soffiare” dentro l’intercapedine del materiale isolante che creerà una sorta di cappotto interno.

La soluzione è energeticamente meno prestante del cappotto, perché non potremo ad esempio correggere qualche ponte termico che inevitabilmente rimarrà, ma è una soluzione veloce, non invasiva (viene eseguita una serie di buchi alle pareti che saranno poi chiusi stuccati e rifiniti) e sicuramente più economica. Un dato che possiamo qui condividere, di nostra esperienza diretta, è per una villa importante in provincia di Varese: in questo caso abbiamo un mattone faccia a vista e anno di costruzione 1974; il confronto tra cappotto e insufflaggio a livello di costi è stato imbattibile, perché l’insufflaggio costa esattamente un quarto del valore per eseguire il cappotto.

Quindi ricordate sempre, prima di orientarvi direttamente sul cappotto, verificate che la vostra casa sia dotata di intercapedine! 

Abbiamo capito che il primo passo da fare per migliorare le prestazioni energetiche della nostra casa è agire sull’involucro esterno. Si sceglierà il cappotto laddove le nostre pareti non hanno l’intercapedine, una soluzione che renderà la casa più prestante e senza ponti termici ma che sicuramente è più costosa e “invasiva” nel senso che cambierà necessariamente gli esterni della nostra casa, anche di poco.

Diversamente, propenderemo per il meno invasivo e meno costoso anche se meno prestante insufflaggio delle pareti se la casa ha l’intercapedine, tipica delle case costruite tra gli anni 60 e gli anni 70. Dal report annuale 2019 Enea sulle detrazioni fiscali, “l’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici esistenti” che trovate a questo link detrazioni fiscali 2019 scopriamo che gli edifici costruiti tra gli anni sessanta e settanta – che tipicamente erano costruiti con l’intercapedine - sono il 57,5% di tutto il patrimonio immobiliare italiano (tabella 3.12 pag. 30).

Isolamento del tetto

L’isolamento delle pareti verticali tuttavia dovrebbe essere completato con l’isolamento del tetto, prima di tutto perché se ci si concentra solo sulle pareti verticali, si avrà poi uno squilibrio termico negli ambienti del sottotetto. Inoltre, è conveniente eseguire tutti i lavori insieme perché per i lavori del cappotto o insufflaggio sarà già presente il ponteggio. Il costo per ponteggio semplice è di circa 15 euro a metro quadro; inoltre se la tua casa è poco prestante, probabilmente ha già almeno 15-20 anni: è probabile che entro 10 anni potresti incappare nei lavori di rifacimento, anche parziale.

I costi per isolare il tetto di casa variano a seconda dell’intervento e del tipo di tetto.

Se il tetto è in legno e la struttura è in buono stato potrà essere mantenuta, altrimenti dovrà essere rifatta completamente.

Nell’ipotesi che la struttura in legno sia da sostituire, dovremo rifare completamente il tetto; la struttura in legno (comprensiva di travi, travetti e annessi) costerà all’incirca 250 euro/mq, costo che comprende anche la rimozione del tetto vecchio. Successivamente dovremo pensare al pacchetto coibentante tetto più la tegola, per il quale possiamo dare una indicazione di massima sulle 60 – 70 euro/mq. Esiste una vasta gamma di tipologie di pacchetto tetto coibentante, ventilato, microventilato, non ventilato; qui Involucro ventilazione legno e qui testo ventilato vs tetto non ventilato  trovate un buon link di approfondimento sul tema.

Ci sentiamo di suggerire il pacchetto ventilato perché in questo caso viene creata una camera d’aria ventilante che permette all’aria di passare e di non raffreddare o riscaldare troppo la struttura sottostante a seconda della stagione di riferimento.

Nel caso in cui la struttura lignea del tetto può essere mantenuta, dovremo considerare le 60-70 euro a mq del pacchetto coibentante, più un 15-20 euro a mq per l’adeguamento necessario della vecchia struttura, ad esempio con la rimozione di parti ormai consunte, e l’inserimento di eventuali listellini di legno a supporto del pacchetto tetto di coibentazione.

Diverso il caso in cui la struttura del tetto è in cemento: si manterrà la struttura e non si avrà bisogno di adeguamenti particolari, quindi consideriamo solo il costo della coibentazione del tetto. Inoltre, per tutte le soluzioni dovremo comunque considerare i costi della lattoneria, che sono troppo variabili in funzione dei casi specifici per poter dare qui una cifra di riferimento.

Consideriamo infine una eventualità interessante per chi ha un sottotetto non abitabile: si potrà prevedere una copertura del solaio ultimo piano stendendo lane coibentanti o schiume coibentanti sul pavimento. Questo intervento è senza dubbio più conveniente e il costo per coibentare con lana il pavimento del solaio si aggira tra le 15-30 euro/mq.

Cosa scegliere tra lana e schiuma? Ci sentiamo di suggerire la lana, perché con le schiume tendenzialmente non sarà più possibile accedere agli impianti che normalmente “corrono” nei pavimenti del solaio.

Sostituzione di vetri e infissi

I vetri e gli infissi sono la parte più vulnerabile dell’involucro della nostra casa, dagli infissi e dai vetri esce la maggior parte dell’energia termica accumulata in casa e, viceversa, fanno passare dall’esterno il freddo o il caldo a seconda della stagione di riferimento.
Pertanto, la sostituzione di vetri e infissi non può non essere considerata quando ci approcciamo alla riqualificazione energetica del nostro immobile.

Nella sostituzione delle nostre finestre, dovremo considerare l’inerzia termica delle due componenti principali, quella dei serramenti e quella dei vetri che, successivamente sommata tra loro, darà l’inerzia termica totale delle componenti finestrate. In questo link viene descritto nel dettaglio, con un disegno esplicativo, come si calcola la trasmittanza termica di un serramento: esempio calcolo trasmittanza termica

La scelta sulla tipologia di serramento da acquistare può essere impegnativa, perché esiste una ampia varietà di tipologie di serramenti, fasce di costo e vari pro e contro. Abbiamo serramenti in legno, serramenti in PVC, serramenti in alluminio, oppure sistemi ibridi (come i serramenti legno-alluminio o PVC-alluminio) e per ognuna di queste tipologie ci sono varie categorie di prestazioni che incidono molto sul rapporto qualità prezzo.

Serramenti in PVC

I serramenti in PVC vengono considerati normalmente qualitativamente inferiori perché è intrinsecamente meno nobile il prodotto con cui sono fatti, tuttavia con ridotte dimensioni riescono a raggiungere elevate prestazioni, mentre non è così con i serramenti di legno, che per raggiungere la stessa prestazione di un serramento in PVC devono avere uno spessore molto più ampio. Basti pensare che tipologie di serramento in PVC con trasmittanza 0,9 W/mqK hanno uno spessore di 7 cm mentre altri in legno con trasmittanza 1,1 W/mqK hanno uno spessore sui 9,2 cm.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che i serramenti in legno dovranno essere sottoposti a manutenzione costante.

Serramenti in alluminio

I serramenti in alluminio sono quelli che hanno un costo nettamente inferiore rispetto agli altri e hanno il pro che raggiungono una durabilità nettamente superiore: gli infissi in alluminio hanno infatti una durata di almeno 25 anni, mentre gli infissi in PVC e quelli in legno hanno una durabilità di soli 15 anni circa; d’altro canto, gli infissi in alluminio non raggiungono le prestazioni di quelli in in PVC e in Legno.

Nella scelta giusta da effettuare ci viene incontro la normativa di cui troviamo il dettaglio al seguente link www.gazzettaufficiale.it
, secondo la quale in base al tipo di intervento (ad esempio una riqualificazione in classe 1, ovvero quando fa un intervento sull’involucro maggiore del 50%) si dovranno rispettare delle prestazioni ben precise.

Quindi seguendo la normativa avremo una vera e propria linea guida sulle prestazioni minime da rispettare, starà poi a noi scegliere il compromesso tra caratteristiche di pregio, durabilità, spessori e manutenzione.

Non dimentichiamo che un serramento nuovo con alte prestazioni è a tenuta stagna, questo significherà che ci sarà un forte abbattimento sia termico ma anche del rumore, d’altro canto dovrà essere previsto un sistema di ventilazione meccanica controllata che prevenga la formazione di muffe e che arieggi correttamente i locali.

Così come sono tantissime le tipologie di infissi da scegliere, lo è anche la gamma di prezzo.

Qual è il giusto prezzo da pagare per un infisso è difficile da determinare.

Riportiamo di seguito degli esempi di costo di infissi a metro quadro, assolutamente non esaustivi, che tuttavia possono dare un’idea di massima di spesa che dovremo affrontare quando decidiamo di sostituire i serramenti.

1.    Esempio di serramento in PVC Top di gamma: per una finestra normale (che non sia porta finestra né a doppia anta e senza antisfondamento), triplo vetro, con vetro passivo con trasmittanza 0,9 W/mqK avrà un costo a metro quadro intorno alle 600 – 650 euro; il costo può salire anche a 900 euro a metro quadro per geometrie fuori standard, o per infissi dotati di porta finestra, finestra a vasistas o a doppia anta.
2.    Esempio di serramento in LEGNO, con doppio vetro, antisfondamento, aperture e dimensioni standard, non passivo ma comunque in classe A, trasmittanza 1,1 W/mqK abbiamo un costo indicativo sui 570 – 600 euro a metro quadro.
3.    Esempio di serramento legno alluminio (legno internamente e alluminio all’esterno, così da avere all’interno il materiale pregiato e all’esterno la estrema durabilità nel tempo senza obbligo di manutenzioni periodiche) con doppio vetro passivo e dimensioni e aperture standard siamo sulle 740 euro a metro quadro.

È evidente dalle proposte individuate qui sopra che la soluzione da adottare è estremamente soggettiva, può dipendere dal budget, ma anche da questioni estetiche e del pregio che vogliamo conferire al nostro immobile.

A tal proposito ti invitiamo a contattarci direttamente per parlare telefonicamente con un nostro esperto e valutare insieme a lui la soluzione migliore per ristrutturare la tua casa.

Contattaci per fissare una telefonata col nostro esperto alla nostra email info@isoterma.it oppure al nostro centralino 02 80886960.