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COP28: ACCORDO STORICO SULL’ELIMINAZIONE DEI COMBUSTIBILI FOSSILI


I paesi sottoscrittori si impegnano a eliminare i combustibili fossili entro il 2050

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Dopo un incontro a porte chiuse tra i negoziatori della Cop28, finalizzato alla modifica del documento proposto in queste due settimane cruciali, finalmente è stato raggiunto un accordo storico: i paesi sottoscrittori hanno preso un impegno ufficiale per la riduzione di tutti i combustibili fossili entro il 2050. Per la prima volta è stata usata l’espressione “combustibili fossili” nel testo ed è stato chiesto ai paesi di contribuire a questa transizione, piuttosto che esserne obbligati.

Le azioni da mettere in atto sono specifiche e riguardano la triplicazione della capacità di energia rinnovabile e il raddoppio del ritmo dei miglioramenti in ambito di efficienza energetica entro il 2030.

I paesi devono impegnarsi ad accelerare le tecnologie “zero carbon” e “low carbon”, senza tralasciare il nucleare, l’idrogeno a basso contenuto di carbonio e la cattura e stoccaggio del carbonio.

Addio “phase out”

Nel nuovo accordo è stata sostituita l’espressione “phase out”, che indicava l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, con una richiesta esplicita di “transitare fuori dai combustibili fossili nei sistemi energetici in modo giusto, ordinato ed equo, accelerando l’azione in questo decennio critico”.

L’obiettivo è quello di portare il mondo a zero emissioni nette di gas serra entro il 2050.

L’accordo ufficiale prende il nome di “Global Stocktake”, terza versione del testo presentata in circa 2 settimane di discussioni.

Nelle 21 pagine la parola ’petrolio’ non compare, mentre l’espressione “combustibili fossili” compare due volte.

Al punto 28, la bozza “riconosce la necessità di riduzioni profonde, rapide e durature delle emissioni di gas serra in linea con il percorso dell’1,5 gradi e invita le parti a contribuire agli sforzi globali, secondo modalità determinate a livello nazionale, tenendo conto dell’accordo di Parigi”.

Il documento propone poi di ridurre le emissioni globali anche di metano entro il 2030 e quelle derivanti dal trasporto stradale.

Infine, l’articolo 28 chiede l’eliminazione graduale dei sussidi inefficienti ai combustibili fossili che non affrontano la povertà energetica o la transizione giusta, nel più breve tempo possibile.

Un forte segnale per il mondo

“Congratulazioni COP28! Una parte cruciale di questo storico accordo è davvero ’made in Europe’. Tutto il mondo ha approvato i nostri obiettivi al 2030: triplicare le energie rinnovabili e raddoppiare l’efficienza energetica, entrambi entro il 2030. L’accordo di oggi segna l’inizio dell’era post-fossile”. Lo ha scritto su X-Twitter la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

“Avevamo bisogno di un segnale globale per affrontare i combustibili fossili. Questa è la prima volta in 28 anni che i Paesi sono costretti a occuparsi dei combustibili fossili”, ha dichiarato ad Associated Press Jean Su, direttrice del Center for Biological Diversity per la giustizia energetica. “È quindi una vittoria generale”, ha affermato, aggiungendo tuttavia che a suo parere “i dettagli effettivi sono gravemente lacunosi”. Secondo Su, “il problema del testo è che include ancora cavernose scappatoie che permettono agli Stati Uniti e ad altri Paesi produttori di combustibili fossili di continuare a espandere i loro combustibili fossili”, in particolare “c’è una falla micidiale e fatale nel testo, che permette di continuare a utilizzare i combustibili di transizione”, una parola in codice per il gas naturale, che emette anche carbonio.

Ma la direttrice del Programma climatico globale del World Resources Institute, Melanie Robinson, ha elogiato il piano, affermando che “questo sposterà drasticamente l’ago della bilancia nella lotta contro il cambiamento climatico e supererà le immense pressioni degli interessi del petrolio e del gas”.